Non pronunci bene le parole? Potresti avere la malattia più temuta al mondo

La difficoltà di esprimersi o di comprendere parole verbali e scritte è un disturbo che non va assolutamente sottovalutato né tanto meno ignorato. In campo medico è definito con il termine afasia, sintomo spesso associato all'insorgere della malattia di dell'Alzheimer, una malattia neurodegenerativa che porta ad un progressivo declino della funzione mentale, cognitiva e psicomotoria e che pregiudica in modo grave la memoria, la capacità di pensiero, di giudizio, di apprendimento e di espressione. In questo articolo analizzeremo che cos'è l'afasia e perché è associata alla malattia di Alzheimer, quali sono i sintomi e le conseguenze di questa patologia, i trattamenti e le cure esistenti.

Afasia, una malattia collegata Alzheimer

Con termine afasia si fà riferimento alla perdita parziale o totale della capacità di esprimersi e di comprendere le parole, in forma orale e/o scritta. Tale condizione è causata da un danno in specifiche aree del cervello che controllano il linguaggio e che pregiudica la capacità di parlare, di leggere, scrivere e di comprendere il linguaggio degli altri.

Questo disturbo è comunemente associato alla malattia dell'Alzheimer, una patologia neurodegenerativa dell'encefalo che porta ad una progressiva e irreversibile perdita delle funzioni cognitive, comprese la capacità di ricordare, di ragionare, di apprendere e dunque anche di esprimersi Una specifica forma di demenza senile che colpisce quasi esclusivamente persone anziane sopra i 65 anni.

I sintomi più comuni e campanelli d'allarme da non sottovalutare che spesso indicano l'insorgere di questa patologia sono: afasia dunque difficoltà/incapacità di esprimersi e di comprendere il linguaggio in forma orale e/o scritta, perdita di memoria a breve e/o a lungo termine, incapacità parziale o totale di giudizio, di ragionamento e di concentrazione.  A questi si aggiungono cambiamenti della personalità e dell'umore, apatia, ansia, depressione e irritabilità. Tali sintomi portano a loro volta ad uno stato di confusione mentale, disorientamento spazio temporale e relativa incapacità di svolgere semplici attività quotidiane in maniera autonoma.

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Cause, fattori di rischio e trattamenti

Le cause dell'Alzheimer sono ancora oggi sconosciute. Numerosi studi e ricerche scientifiche hanno dimostrato l'importanza del fattore ereditario: nel 5-15% il gene anomalo della demenza viene trasmesso da uno o da entrambe i genitori ed ha dunque carattere ereditario. Fattori di rischio che favoriscono l'insorgere della malattia e, più in generale, il declino mentale in età avanzata sono: alti livelli di pressione arteriosa, abuso di alcol, diabete e fumo.

Ad oggi non esiste una cura in grado di arrestare la malattia. Esistono specifici trattamenti in grado di rallentare il processo degenerativo ridurre l'entità dei sintomi e migliorare la vita delle persone affette e dei loro famigliari. Tra questi l'uso di farmaci che migliorano la funzione mentale e le capacità funzionali dell'organismo. In fase avanzata la mattia può portare ad una totale perdita di autonomia del paziente ed alla continua necessità di assistenza. Per questo motivo le terapie farmacologiche sono associate a misure di sostegno psicologico del paziente e delle persone che lo assistono. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo è di fondamentale importanza. Consentono di rallentare la progressione della malattia e i suoi sintomi invalidanti, aumentando la qualità e l'aspettativa di vita del paziente.

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